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comunicazione storica

L’Atlante delle stragi nazifasciste in Italia
di , 19 Aprile 2016, Il Blog degli studenti del Master , 4a edizione

L’Atlante delle stragi nazifasciste in Italia

Dopo anni di lavoro e la collaborazione di oltre 90 ricercatori locali è finalmente online il sito dell’Atlante delle stragi nazifasciste in Italia. Il progetto nasce nel 2009 in seguito alla decisione assunta dai governi italiano e tedesco di “elaborare un’analisi critica della storia e dell’esperienza comune durante la seconda guerra mondiale, così da contribuire alla creazione di una nuova cultura della memoria” (cit.). Il portale è stato promosso dall’Istituto nazionale per la storia del movimento di liberazione in Italia (INSMLI) e dall’Associazione nazionale partigiani d’Italia (ANPI). I numeri che emergono dalla ricca Banca Dati sono significativi: sono stati censiti oltre 5000 episodi in cui perirono sia partigiani che civili. Questo sito rappresenta un’importante opportunità per le ricerche future sui venti mesi di occupazione tedesca di gran parte del territorio italiano.
In alto è presentato il Menu con le diverse voci: Progetto, Banca Dati, Storia Processuale, La Memoria, Materiali; ognuna di esse è introdotta da una breve descrizione delle finalità delle ricerche e la contestualizzazione storica. Viene data la possibilità di consultare il sito in tre lingue: Italiano, Inglese, Tedesco. Vista la rilevanza comunicativa che attualmente è affidata soprattutto ai Social Network, l’utente è inoltre invitato a consultare la pagina Facebook dell’Atlante e l’account Twitter dell’INSMLI.
La parte più consistente del lavoro è rappresentata dalla voce Banca Dati” introdotta da una spiegazione esaustiva sulle modalità di registrazione degli episodi, in cui i ricercatori hanno deciso di riportare 5 aspetti: storia, vittime, responsabili, memoria, strumenti. Molto utile è la voce “Filtri di ricerca” sulla sinistra della schermata, che permette all’utente di giungere più facilmente ai dati di cui necessita.
Nella medesima schermata si può ottenere la mappa completa delle stragi. Realizzata con Google Maps, rappresenta appunto l’Atlante che localizza le stragi: la fittissima presenza dei contrassegni è significativa dell’enorme numero di episodi di violenza nazifascista avvenuti nel nostro Paese ma risulta anche abbastanza destabilizzante da quanto sia intricata. L’utente si trova davanti una mappa quasi completamente occupata da questi contrassegni rossi ed è necessario un certo impegno per riuscire a trovare i luoghi desiderati, che sono comunque segnalati da tags appena si passa con il mouse sopra uno di essi. A livello comunicativo mi pare comunque molto efficace: ciò che si vuole sottolineare è la capillarità delle azioni nazifasciste sul territorio italiano e l’infittirsi dei contrassegni rossi nelle zone tosco-emiliane che toccano anche la Liguria e il Piemonte fanno capire immediatamente dove si fosse scatenata principalmente la furia nazifascista in un certo periodo di tempo, pensando anche all’importanza dell’attività partigiana nei medesimi territori.
La sezione “Memoria” riportata nel Menu principale inizia dal racconto dell’evoluzione degli studi sulla memoria delle stragi, sulla presenza tangibile di uno scollamento fra memoria istituzionale e memoria dei cittadini, memoria dell’esperienza della violenza nella guerra totale. All’utente è data la possibilità di selezionare le Regioni di interesse per conoscere quali siano i luoghi della memoria, ossia i musei, i centri di documentazione ma anche i parchi, i giardini dedicati alle stragi nazifasciste. Anche le lapidi commemorative sono riportate utilizzando sempre il filtro di ricerca per Regione.
Molto interessante è anche la sezione dei Materiali in cui sono riportate immagini d’archivio, la stampa fascista e i video di presentazione dei vari progetti di ricerca locali.
Si tratta di un portale online molto esaustivo, un grande contenitore di informazioni utilissime per vari tipi di ricerche storico-sociali; un lavoro svolto con metodo e analisi critica e i nomi dei suoi autori, corredati dai Curricula, vengono riportati in un lungo elenco sotto la voce “CREDITI”.
Un sito che rappresenta un grande passo avanti per la ricerca e la comunicazione storica, un ulteriore stimolo agli studiosi di oggi e di domani.

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