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comunicazione storica

Il Museo Civico del Risorgimento di Bologna. Il sito web di un istituto dinamico e composito
di , 26 Aprile 2016, Il Blog degli studenti del Master , 4a edizione

Il Museo Civico del Risorgimento di Bologna. Il sito web di un istituto dinamico e composito

Finché, domestica o straniera, voi avete tirannide,
come potete aver patria? La patria è la casa dell’uomo,
non dello schiavo.

(Giuseppe Mazzini)

La nostra stella polare, o signori, è di fare che la città eterna
sovra la quale venticinque secoli accumularono ogni genere di gloria
diventi la splendida capitale del Regno italico.

(Camillo Benso, Conte di Cavour)

Il portale multimediale del Museo Civico del Risorgimento di Bologna è una risorsa utile non soltanto per le informazioni che offre in merito alla struttura museale ma anche per la diffusione al pubblico di notizie ad essa legate inerenti le mostre, le manifestazioni e le molteplici iniziative culturali.
L’home page e in generale tutta la struttura del sito rispecchiano la natura composita del Museo, il quale comprende: il Museo propriamente detto con sala espositiva, depositi e aula didattica; la Biblioteca, con ricchi fondi librari, documentari, archivistici, iconografici e infine il “Progetto Certosa” per la valorizzazione culturale del cimitero monumentale cittadino, vero e proprio museo all’aperto. Tre realtà che si occupano, ciascuna con proprie sedi, finalità e attività, della conservazione e della valorizzazione del patrimonio culturale relativo al periodo storico che parte dalla Rivoluzione Francese e arriva alla Seconda Guerra Mondiale.
Ma occorre adesso vedere in che modo la struttura museale è riuscita a rendere fruibile, su una risorsa multimediale, il vasto patrimonio in essa custodito. Non mancano infatti, come vedremo, efficaci strategie comunicative che permettono all’utente, sia esso un normale visitatore o un ricercatore, di usufruire del vastissimo patrimonio documentario (in parte digitalizzato) della Biblioteca-Archivio o di viaggiare interattivamente all’interno del Cimitero monumentale della Certosa. Tuttavia non mancano anche piccole aree migliorabili per rendere più accattivante il sito agli occhi del visitatore. Siete pronti? Andiamo!
Innanzitutto balza subito all’occhio di colui che naviga un menu a scorrimento automatico e manuale, costantemente aggiornato, il quale informa il visitatore sulle ultime news del Museo. Molto efficace dal punto di vista comunicativo è il rimando, che certamente verrà spostato o modificato nel tempo, alla pagina Facebook dell’istituto. Mi soffermo su questo punto per specificare che oggi più che mai, in un’epoca in cui l’utilizzo dei social è diventato ormai abitudine quotidiana, risulta strategicamente fondamentale, per una struttura museale, fare affidamento a una pagina Facebook con lo scopo ottenere feedback quotidiani da visitatori e appassionati. Aprire una pagina su un social network significa oggi, per un museo, mettersi sempre in gioco e usufruire di un canale pubblicitario di straordinaria potenza.
Come si è accennato, è evidente, all’interno del portale, il rilievo che si è voluto dare ai tre campi di azione della struttura museale, volto soprattutto a pubblicizzarne il patrimonio e le iniziative culturali ad esse legate. Questo intento è evidente se guardiamo la parte bassa della home, dalla quale si può accedere, tramite tre icone cliccabili, alle pagine dei rispettivi rami dell’ente: conosci il Museo, conosci la Biblioteca, conosci la Certosa (presenti anche nel menu di sinistra), e attraverso altre tre, ad alcuni temi in primo piano: scoprire un’opera del Museo, scoprire un luogo della Certosa, approfondire l’argomento Bologna e la Grande guerra.
All’interno di queste aree si possono riscontrare tecniche comunicative più o meno efficaci e più o meno utili all’utente. Per esempio l’area dedicata al Museo, pur descrivendo schematicamente il percorso espositivo e offrendo al visitatore gli strumenti necessari per sfruttare al meglio le vastissime risorse della struttura (storia, inventari e cataloghi, patrimonio e percorso espositivo), pecca forse di troppa semplicità. Il visitatore sarebbe più invogliato a visitare il Museo se, oltre alle seppur necessarie informazioni sugli inventari si fosse inserito anche un percorso interattivo attraverso le sale principali del Museo e qualche immagine in più delle teche e degli oggetti più interessanti custoditi nella struttura.
Anche l’area riguardante la Biblioteca-Archivio pecca della stessa semplicità. La pagina avrebbe tutto da guadagnare in capacità comunicative qualora oltre al semplice elenco della documentazione custodita offrisse anche qui una serie di immagini della Biblioteca e magari dei documenti più prestigiosi in essa custoditi. Al tal fine si potrebbero utilizzare delle infografiche, le quali, strutturate in forma di “timeline”, riuscirebbero a integrare alcune brevi didascalie sugli eventi principali della storia dell’ente accompagnati da immagini. Inoltre, ai fini di una più immediata comprensione dei materiali custoditi dall’utente, sarebbe utile ridurre il numero delle sotto-aree, le quali non di rado creano confusione nella navigazione delle tre macro aree.
L’area del portale certamente più efficace dal punto di vista comunicativo è tuttavia quella relativa alla Certosa di Bologna. Una volta letta una breve storia del cimitero monumentale, l’utente può accedere direttamente alla risorsa web Storia e memoria di Bologna. Qui il visitatore si trova davanti un portale, progettato a cura del Museo del Risorgimento di Bologna, che ha come tema la storia della città nel periodo compreso tra l’età Napoleonica e la Liberazione del 1945. Nell’area appositamente dedicata, i viaggiatori curiosi potranno anche navigare all’interno di percorsi immersivi in ambiente 3D, ossia nelle ricostruzioni virtuali della Certosa di Bologna (Ossario dei partigiani, Sacrario della Grande Guerra), nonché visualizzare la mappa del cimitero con le indicazioni relative alle opere principali. Puntare sul tema del “viaggio interattivo” è sicuramente una soluzione che va a vantaggio delle capacità comunicative della pagina. L’utente in questo modo si trova coinvolto in un percorso e in attesa di intraprendere la visita reale può divertirsi a selezionare le aree principali da esplorare.
Ma un altro punto a favore dell’efficacia e della comunicabilità del sito sono le Collezioni digitali. Qui l’utente può accedere agli archivi online dell’ente, fra i quali vi è quello relativo ai “Caduti bolognesi della Grande guerra”, nel quale viene presentato un database di 2.244 immagini custodite in archivio e provenienti da album e raccolte donati da privati, o arrivate attraverso l’esercito e le strutture dello stato già negli anni del conflitto.
In quest’area il visitatore interagisce pienamente con la risorsa multimediale; egli infatti può avviare autonomamente le ricerche per nome di propri familiari o informarsi sul monumento ai caduti della propria città. Il sito, permettendo tali ricerche, diventa agli occhi dell’utente uno strumento utilissimo per scoprire la sorte di un componente della famiglia caduto in guerra; diventa un mezzo necessario per riannodare quel legame che la guerra aveva spezzato. Tuttavia i database sono utili anche per gli addetti ai lavori, per gli storici di professione e per gli studenti che decidessero di intraprendere delle ricerche sulla Grande guerra. I dati a disposizione sono una sorta di miniera a portata di clic.
Se nel caso dell’area dedicata alla Certosa i curatori del sito hanno optato per soluzioni comunicative nuove, come il 3D e i percorsi interattivi, cliccando su Pubblicazioni si ritorna in un certo senso all’antico. È possibile accedere ai contenuti dei bollettini del museo e dei cataloghi delle mostre inseriti in un contesto grafico molto semplice, il quale, seppur pieno di informazioni interessanti, necessiterebbe di uno sfoltimento e ammodernamento.
In conclusione si tratta di un portale molto vario e interessante; esso infatti deve necessariamente informare l’utente sulle numerose attività del Museo, dell’Archivio e della Certosa, anche se quest’ultima è oggetto, come si è visto, del sito “Storia e memoria”. Dunque si tratta di una risorsa web molto attiva e continuamente aggiornata, la quale, non solo informa il visitatore delle attività culturali e del patrimonio custodito nel Museo ma riesce anche a fornire allo studioso le informazioni necessarie qualora questo volesse intraprendere un percorso di ricerca basandosi sull’immensa documentazione custodita in Archivio.
Gli unici difetti che probabilmente si possono imputare al sito sono, come si è visto, la poca “comunicatività” di alcune aree e il frequente affastellamento di sotto aree nel menu. Difetti certamente dovuti alla vastità di temi trattati. Sistemati questi particolari, la risorsa, certamente meritevole, potrebbe attrarre ancor di più l’utente. A questo punto non mi resta altro da fare che invitarvi non soltanto a navigare nel sito, ma anche a visitare il Museo, l’Archivio e il Cimitero monumentale della Certosa; luoghi dove è possibile toccare con mano la storia contemporanea di Bologna, una delle grandi capitali culturali d’Italia. Non ve ne pentirete. Buon divertimento!

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